E poi ci lamentiamo che i giovani sono degli ingrati perchè vanno a lavorare all’estero. La fuga di cervelli. Mi sembra chiaro che ci sia questa fuga. E’ ovvio. Ma non in tutti i campi lavorativi. Prendiamo il cinema, per esempio: riflettete un attimo e ditemi un film italiano distribuito regolarmente nei cinema diretto da un regista giovane. Pensate. A me non viene niente. Però qui non c’è nessuna fuga di cervelli. I giovani registi italiani si sottomettono al sistema, cioè il sistema dei vecchi e delle lacrime. Che significa? Registi anziani e film drammatici. E i giovani? Se sono davvero dei geni riusciranno all’età di 60 anni a dirigere la puntata numero 20000 di Cento Vetrine, con una audience tra i due e i tre spettatori. E nel frattempo che fanno? Beh se va tutto bene portano il caffè al regista e, data l’età media di questi ultimi, cambiano loro il pannolone. O se va male zappano la terra. Il cinema italiano rispecchia perfettamente l’italia stessa: vecchi al comando, mentalità masochista, innovazione pari a zero, tanti paroloni per niente. Il paese dei vecchi al potere. E delle lacrime. Vaffanculo.
Posted by: aleattino | Maggio 11, 2008